Titolo: La Sacra di San Michele in Val di Susa Autore: Gaddo Giovanni
Curatore: Claudio Massimiliano Papa
ISBN: 9788879925266
Pagine: 280 Errata Corrige: no
Scritto per la prima volta nel 1936 dal padre rosminiano Giovanni Gaddo, il volume La Sacra di San Michele in Val di Susa, giunge alla sua sesta edizione, quasi cent’anni dopo il grande lavoro di ricerca svolto dall’autore tra i fondi e gli archivi della Val di Susa e di Torino. Con l’occhio attento dello storico, Gaddo è stato in grado di ricostruire, non solo la storia millenaria della Sacra di San Michele, ma anche quella delle genti che attraversarono la Valle.
Antico santuario arroccato sul monte Pirchiriano, la Sacra di San Michele rimane ancora oggi un esempio straordinario delle capacità costruttive dei nostri predecessori.
Fin dai primi anni della sua fondazione, il santuario, uno dei più importanti d’Europa, divenne meta molto ambita nel pellegrinaggio medievale, sicuramente per la sua vicinanza alla Via Francigena e al confine francese, ma soprattutto per essere uno dei sette santuari dedicati all’Arcangelo Michele, a metà strada tra Mont Saint Michel in Normandia e Monte Sant’Angelo in Puglia.
Fin dalla fine del Trecento si assiste all’inizio di una sua lenta decadenza, quando accordi politici e religiosi stabilirono che l’abbazia fosse affidata in commenda. Da quel momento il monastero perderà progressivamente la propria guida spirituale, lasciando la gestione alla famiglia Savoia fino all’inizio del Seicento.
All’inizio del Ottocento verrà affidata a una nuova comunità religiosa, fondata dal teologo Antonio Rosmini. Il santuario riprende il suo ruolo attivo di fede e pellegrinaggio grazie a ingenti lavori di restauro diretti dall’architetto Alfredo D’Andrade. Ancora oggi i Padri Rosminiani, custodi perpetui dell’abbazia, si impegnano affinché questo luogo possa essere un faro di speranza e di spiritualità nel mondo.
Il libro è stato pensato come guida approfondita per il visitatore o per il cultore della materia che desidera immergersi nella storia della Valle, fino ai giorni nostri, ma anche come ausilio per il pellegrino che si avvicina alla visita del monumento, simbolo della Regione Piemonte sin dal 1994. |